Cominceremo ora a trattare l’opera più grandiosa della natura: esporremo all’uomo i suoi cibi, e lo costringeremo ad ammettere che gli è sconosciuto ciò che lo fa vivere” (Plinio, XX, 1).

Da quest'anno Pro Pizza, è diventata socia sostenitrice del più importante ateneo al mondo che forma i gastronomi del domani. 

 

Quest'unione rappresenta un'opportunità unica per condividere esperienze e competenze nel settore del food e per fare networking con un notevole parterre di produttori artigianali e grandi players come Bridor, Ferrero e Barilla.

Ma partiamo con una breve descrizione dell'Università di Scienze Gastronomiche, perché è unica al mondo?


Sino a prima del 2004, quando l'università fu fondata, le discipline legate al food venivano divise in 3 diverse branchie, quali tecnologia, medicina e nutrizione; nessuna di queste però teneva in considerazione l'aspetto filosofico e antropologico del cibo.

Le tre branchie erano infatti discipline a sé stanti, non interconnesse tra di loro. 

L'università di Scienze Gastronomiche, infatti, è stata un vera e propria precursora, non solo nel connettere queste discipline, ma anche nel prenderne in considerazione una totalmente nuova: la gastronomia, un'approccio antropologico legato agli effetti culturali del cibo sui popoli, alle tradizioni legate ad esso e soprattutto al suo modellamento della società dall'inizio dei tempi.

Lo stesso Carlo Petrini (fondatore dell'associazione Slow Food e presidente dell'Università di Scienze Gastronomiche) afferma: "nessuno poneva al centro di un percorso di studi la cultura alimentare e la gastronomia. Lo abbiamo fatto noi".

La gastronomia emerge quindi solo pochi decenni fa quale discorso fondante della cultura e della società.


L'Università dichiara: "ogni prodotto della terra, dei mari, dei boschi può essere gastronomia. Ogni cucina, dalla più semplice e domestica alla più ricercata, può essere gastronomia. Ogni modalità di consumo può essere gastronomia.

La gastronomia è lo studio di tutto ciò che ha a che fare con il cibo inteso come valore culturale e scientifico. La gastronomia ha a che fare con la condizione vivente, umana, animale e vegetale. Essa è passione e amore per la vita, ovunque essa si realizzi in rapporto alla necessità primaria e perenne dell’alimentazione.

Attraverso l’esperienza diretta, il gastronomo apprende il rispetto, la cura e l’umiltà indispensabili per comprendere fino in fondo l’importanza del valore del cibo come legame comunitario originario fra tutti i viventi."


 

Il cibo è strettamente legato non solo alla nostra sopravvivenza, ma anche all'equilibrio del pianeta in cui viviamo. Infatti, la crisi ecologica e la scarsità delle risorse naturali disponibili rappresentano una delle più gravi urgenze dei nostri giorni. Queste urgenze sono chiaramente interconnesse con il cibo, la sua produzione ed il suo consumo.

Le scienze gastronomiche contribuiscono a fornire risposte e soluzioni per la costruzione di un modello ecologico globale basato sulla valorizzazione delle differenze e della biodiversità.

 

 

A questo punto non resta che capire: per quale motivo la biodiversità è così importante per il futuro del pianeta e per la nostra salute? E perché la produzione ed il consumo di cibo hanno una grandissima influenza sulla crisi ecologica, climatica e sulla biodiversità stessa?

Partiamo col dire che l’agricoltura intensiva è il sistema di produzione che sta azzerando la biodiversità a ogni livello.

Monocolture e allevamento intensivo sono alla base del nostro cibo quotidiano. Un modello che richiede un uso spropositato di acqua, fertilizzanti, pesticidi, antibiotici. Anziché prendersi cura della terra, l’agricoltura è diventata così la sua principale nemica.

Questo modello è strettamente legato a stili di vita che compromettono la nostra salute: diete basate su consumi eccessivi di carne e di cibo ultra-processato, ricco di zuccheri, grassi, sale e conservanti. Ma non solo. La distruzione degli habitat naturali (come le foreste, tagliate e bruciate per coltivare il mais e la soia dei nostri allevamenti) aumenta in modo esponenziale il rischio di epidemie, per via del cosiddetto spillover, ovvero il passaggio di virus da specie selvatiche (che prima vivevano in contesti incontaminati) a specie allevate e all’uomo. 

Per garantire a tutti un cibo buono, pulito e giusto occorre ripartire dalla biodiversità e salvare la vita nel suolo, gli insetti impollinatori, le varietà vegetali e le razze animali che si sono adattate nei secoli ai vari territori (e che hanno meno bisogno di input esterni) i paesaggi, le culture. È necessario per la salute del pianeta, per la nostra salute e per la nostra felicità.

Perché il cibo non è solamente cibo, ma un vero e proprio portatore di consapevolezza civile e responsabilità etica!

Pro Pizza è felice di procedere mano nella mano con l'Università di Scienze Gastronomiche verso un futuro più sostenibile per il pianeta tramite iniziative concrete ed azioni quotidiane!

A tal proposito, non perdetevi il prossimo post sul nostro blog...

 

Work Cited:

https://www.unisg.it/ateneo/storia-e-missione/

https://www.instagram.com/slow_food_italia/